Teatro e Controinformazione

Rassegna di nuove drammaturgie

Agevolazioni per i possessori della Campus.Card

Ascoli Piceno 20 maggio 2008 – Continua la rassegna di spettacoli di teatro d’autore promossa dal Consorzio Universitario Piceno, in collaborazione con l’associazione culturale “Caffé&Sigarette” di Ascoli Piceno rivolta agli studenti possessori della Campus.Card a tutta la cittadinanza. Domani, mercoledì 21 maggio, alle ore 21.15, presso il teatro Palafolli (Zona servizi Collettivi Marino del Tronto) si terrà “Wargames” ovvero l’altro 11 settembre.

Seguiranno, allo stesso orario, il 24 maggio “Antica Babilonia” – missione di pace in zona di guerra ed il 4 giugno “Virus l’invenzione della realtà” sul tema dell’HIV. Il costo del biglietto è 10,00 euro, ma per i possessori della Campus.Card il Consorzio Universitario Piceno offre un’agevolazione. Per loro, infatti, l’ingresso costerà solo 5 euro. Potranno richiedere gratuitamente la Campus.Card presso la sede del Consorzio Universitario Piceno (numero verde 800281999; www.cup.ap.it), tutti gli studenti iscritti ai corsi di laurea, ai master e alla SSIS attivati nel Piceno dall’Università degli Studi di Camerino, dall’Università degli Studi di Macerata e dall’Università Politecnica delle Marche (ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e Spinetoli).

I signori Giornalisti sono invitati a partecipare agli spettacoli

Per accredito telefonare allo 0736.352211

Materiale informativo sullo spettacolo Wargames

WARGAMES

scritto da Alessandro Pozzetti e Domenico Ferrari

con Alessandro Pozzetti

scene Alessandro Bassani

video Vincenzo Buccheri, Silvio Bonomi

computer grafica Gabriele Montingelli

regia Domenico Ferrari

Che cosa è successo l’11 settembre 2001? Diciannove kamikaze arabi hanno messo in ginocchio a suon di temperini gli Stati Uniti d’America, oppure qualcuno sapeva e ha lasciato fare? Perché gli allarmi lanciati dai servizi segreti sono stati deliberatamente ignorati? Perché le procedure d’emergenza che avrebbero dovuto scattare quel giorno non scattarono? Perché i caccia militari non decollarono quando ancora avrebbero potuto evitare una strage? Chi sono gli autori delle speculazioni finanziarie di Wall Street che si arricchirono sul crollo delle torri? Perché non furono fatte indagini più approfondite? Perché l’amministrazione Bush ha colpito con tanta prontezza Afghanistan e Iraq e non ha saputto fare nulla per prevenire gli attacchi?

Di fronte all’ipotesi di un complotto una volta si sarebbe detto: “ le cose che non si sanno sono più delle cose che si sanno”. Ora davanti alla tragedia più eclatante ed epocale della nostra storia dobbiamo dire che le cose che sappiamo sono più di quelle che non sappiamo. Perché quello dell’11 settembre non è il complotto di un governo o di una parte di esso per il controllo di un potere globale. O se lo è (e il se in questo caso è d’obbligo) lo è solo di riflesso. L’11 settembre è il complotto della realtà. Una realtà così disgregata, così inafferrabile, immateriale da risultare illeggibile. E la prima vittima di questo complotto, prima ancora dei morti e della paura, siamo noi. La nostra coscienza critica, la nostra capacità di capire ciò che ci circonda. In definitiva la nostra sicurezza di essere una democrazia.

Ecco allora questa storia. Una storia che sono mille storie. Tutti i mille mondi possibili dentro quell’11 settembre. Una storia che ha un inizio e, in questa trasposizione scenica, quattro finali (e quanti altri ancora…). Una narrazione, con un attore solo in scena. Ma tesa e scattante, multimediale, costruita con il linguaggio e le immagini di un thriller hollywoodiano. Del giallo d’azione questo racconto ha tutte le caratteristiche: terroristi che girano indisturbati per mezza America, loschi trafficanti al soldo della CIA, militari omertosi, servizi segreti, giornalisti detective, inseguimenti aerei. Mancano solo i morti. Già, perché nei film di cassetta non si piange mai per i morti, tutt’al più si esulta per gli eroi. Solo che questo film non è fatto con i “buona la prima” confezionati dai nostri media, ma da quei frammenti di pellicola scartati, o perché falsi o forse perché troppo scomodi, che qualche abile regista ha deciso di buttare via. E dietro a questi scarti, che abbiamo ripescato e montato, stanno i morti. Le vittime di New York, e dell’Afghanistan, e dell’Iraq.

Le morti nascoste dietro i “giochi di guerra” dell’11 settembre 2001


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